Sentirsi affaticati dopo uno sforzo, avere il fiato corto, avvertire il cuore battere più velocemente o percepire una sensazione di pressione al petto può generare preoccupazione.
Non sempre questi disturbi indicano un problema cardiaco. Possono dipendere da stanchezza, stress, ansia, scarso allenamento o da molte altre condizioni. Quando però compaiono frequentemente, persistono nel tempo o sono diversi dal solito, è importante non ignorarli e parlarne con il medico.
Prendersi cura del cuore significa anche imparare a conoscere quei fattori di rischio che, spesso, non provocano sintomi evidenti.
Alcune condizioni che aumentano il rischio cardiovascolare possono rimanere silenziose per molto tempo.
Pressione alta, colesterolo elevato e alterazioni della glicemia, per esempio, non sempre provocano disturbi riconoscibili. Per questo sentirsi bene non significa necessariamente che tutti i valori siano nella norma.
La prevenzione non nasce dall’allarme, ma dalla conoscenza della propria storia personale, delle abitudini quotidiane e degli eventuali fattori di rischio, tra cui:
- fumo;
- pressione arteriosa elevata;
- colesterolo alto;
- diabete o glicemia alterata;
- sedentarietà;
- sovrappeso;
- alimentazione poco equilibrata;
- consumo eccessivo di alcol;
- familiarità per malattie cardiovascolari;
- alcune patologie croniche.
Avere uno di questi fattori non significa necessariamente sviluppare una malattia. Il rischio dipende dall’insieme di più elementi e deve essere valutato in modo personalizzato.
La salute del cuore non può essere valutata attraverso un solo esame.
La misurazione della pressione, il colloquio con il proprio Medico Curante o con il Cardiologo, la storia familiare, lo stile di vita e l’eventuale presenza di sintomi sono tutti elementi importanti.
Gli esami del sangue possono affiancare questo percorso, offrendo informazioni su alcuni fattori che incidono sulla salute cardiovascolare.
Il medico può ritenere utile valutare, in base all’età e alla situazione personale:
- colesterolo totale;
- colesterolo LDL;
- colesterolo HDL;
- trigliceridi;
- glicemia;
- emoglobina glicata;
- funzionalità renale.
Questi parametri non indicano da soli se il cuore sia sano o malato, ma possono aiutare a comprendere meglio il rischio complessivo.
Gli esami del sangue possono segnalare alcuni fattori di rischio, ma non permettono da soli di escludere o diagnosticare una malattia cardiaca.
Quando necessario, il medico può indicare altri approfondimenti, come elettrocardiogramma, visita cardiologica o esami strumentali specifici.
Il prelievo rappresenta quindi uno strumento di supporto, non una risposta isolata.
Presso il Laboratorio Analisi Cliniche Iperione è possibile effettuare un’ampia gamma di analisi di laboratorio, in regime convenzionato o privato, con procedure accurate e tempi di refertazione rapidi.
L’esecuzione degli esami non richiede prenotazione ed è possibile anche nelle giornate di sabato e domenica. I tempi di risposta possono variare in base al tipo di analisi richiesta.
Prendersi cura della propria salute e fare prevenzione attraverso controlli regolari può fare una grande differenza.
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(*) Le informazioni contenute in questo articolo hanno finalità divulgative e non sostituiscono il parere del medico. La scelta degli esami e la loro frequenza devono essere definite in base alla storia clinica e ai fattori di rischio individuali.













